Andrea Cazzato

La tecnica dello spinning trae la sua efficacia dal movimento impresso agli artificiali,e cioè dal tipo di recupero che il pescatore riesce a mettere in atto. Questa fase,con la quale si dà vita all’artificiale,può essere notevolmente diversificata;l’importante è non renderla mai monotona e regolare e non eseguirla mai alla stessa velocità e alla stessa profondità. Ad esempio,si può far viaggiare l’esca sotto la superficie avvicinando la punta della canna stessa,o muovere l’esca con brevi torsioni del polso, o ancora interrompere oppure rallentare il recupero:tutti interventi che provocano spostamenti dell’artificiale in grado di attirare i predatori.In ogni caso,
rendere vivace un’esca artificiale dipende sempre dalla sensibilità del pescatore.
Avendo a che fare con specie dall’apparato boccale piuttosto robusto,il ferraggio e l’incoccio con il pesce dovranno essere molto decisi,mentre,per quanto riguarda il salpaggio delle prede,è utile ricordare come la difesa dei pesci di mare risulti più vigorosa rispetto ai loro simili d’acqua dolce,tanto che spesso è necessario ricorrere all’ausilio di un buon guadino.
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