Le parti esterne delle dighe dei porti sono il luogo più indicato per pescare questi amorevoli pesci, i quali posseggono abilissime doti di nuotatori e si guadagnano, grazie alle loro fughe, il nominativo di “boghe da corsa”. Si tratta comunque di pesci che risentono della gara, infatti in pastura le boghe abboccano con una facilità estrema, mentre durante la competizione le abboccate diminuiscono così come l’accanimento dei pesci.
I gansti, dato che questi pesci sono presenti un po’ ovunque, mettono in atto delle pasture e delle tecniche sempre nuove e raffinate in modo da pescarne in gran numero, cosa che spesso permette loro di vincere o almeno di piazzarsi degnamente. La pesca alle boghe è considerata una delle più difficili e complesse ma allo stesso tempo permette ai campioni o a coloro che sono più attrezzati di avere la meglio sugli avversari. Questi pesci, vivendo a mezz’acqua, sentono molto la pastura e vi si radunano intorno.
Se un garista ha una buona pastura da boghe, è difficile per gli altri concorrenti vicini riuscire a portarsi i pesci nella loro zona. Capita alle volte che uno abbia davanti a sé ungran numero di pesci e i suoi concorrenti contigui non ne abbiano neanche un terzo. Non conta comunque solo possedere una buona pastura, occorre infatti saperla gettare in acqua gradualmente, secondo la corrente, la profondità dei pesci, la loro taglia e la voglia che hanno di mangiare. Non esistono ad ogni modo pasture stratosferiche come molti pensano, vi sono infatti quelle buone, quelle medie e quelle scarse.
Al giorno d’oggi però eliminerei la pastura scarsa, in quanto il livello degli agonisti è cresciuto notevolmente, sono quasi tutti molto preparati sia come attrezzatura che come lenze e pasture e per i campioni è sempre più duro vincere.
Da una parte provo grande soddisfazione nel vedere che i miei compagni di squadra cercano di mettercela tutta per riuscire a ottenere dei risultati, però mi accorgo che tutti i sacrifici che i garisti fanno sono legati solo ad una grande passione sconosciuta a gran parte delle persone comuni, che restano al di fuori del nostro bellissimo mondo. Per ottenere buoni risultati in campo nazionale o mondiale, occorre fare sacrifici enormi, anche economici, per preparare minuziosamente la vasta attrezzatura indispensabile.
Personalmente ho maturato una grossa esperienza e sto ancora imparando, e posso dire che la pesca è uno sport difficilissimo an-che se per molti che non la conoscono bene rimane uno sport di serie B. Chiusa questa parentesi torniamo ancora a parlare di boghe. La taglia delle boghe non è sempre la stessa, infatti nei mesi autunnali è piuttosto notevole, con esemplari dai 100 ai 400 grammi. Nei mesi che vanno da aprile a giugno la taglia scende tra i 60 ed i 100 grammi. Da giugno a ottobre la taglia si stabilizza sui 100/200 grammi. I gansti devono così adattarsi alla stagione, che determina la taglia dei pesci. Chiaramente questa non è una regola ma è soltanto una scheda approssimativa, in quanto vi possono essere delle zone che falsano la tabella. La Pastura. Come detto in precedenza la pastura è di fondamentale importanza nella pesca alle boghe.
Vi sono due tipi di pasture: una sfarinata ed una a base di sarde. Quella sfarinata si adotta generalmente quando la taglia dei pesci è piccola o medio-piccola, mentre in presenza di pesci medi o grandi si preferisce impiegare quella a base di sarde, che è molto più invitante.La pastura sfarinata può essere reperita nei negozi di pesca oppure la si può fare da noi. Generalmente all’interno di una società di pesca o di una squadra vi sono una o più persone che si occupano di reperire tutti gli elementi che la costituiscono: farina di carne, di pesce, di gambero, e di tanti altri elementi.
La pastura a base di sarde può anch’essa essere acquistata nei negozi di pesca ma è sicuramente meglio se la realizziamo da noi. Un’ottima pastura di base è la seguente: si prende il quantitativo di sarde necessarie e si privano della testa e delle interiora. Si macinano con un comune macinacarne e vi si aggiunge una percentuale del 30% di sale fine. Quest’ultimo serve per non far deteriorare le sarde soprattutto nel periodo estivo, inoltre il sale conferisce alla pastura un sapore molto gradito alle boghe. Si prende poi una percentuale del 30% di gamberi freschi o congelati, ma comunque non di quelli pregiati, che macineremo come le sarde. Aggiungeremo i gamberi macinati alle sarde e mescoleremo il tutto con un’aggiunta del 10% di un ottimo olio di sarda. Chiaramente questa non è il top delle pasture ma è sicuramente una tra le più valide e viene impiegata da molti garisti.
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