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Avvisatori di abboccata



Pubblicato in: Pesca in mare

Uno dei momenti più esaltanti della pesca è quando ci si accorge che dopo tanta attesa qualcosa si è attaccato al nostro amo. Non sempre guardando la sola canna si riesce però a capirlo, il più delle volte sembra infatti che il pesce sappia l’istante in cui ci distraiamo.

A differenza di altri tipi di pesca dove la ferrata è fondamentale (vedi la pesca con la bolognese o la pesca a mosca per esempio), nel surfcasting per quanto questa continui ad essere importante, a meno che non ci si trovi in gara dove qualsiasi cosa si muova può essere vitale, ferrare al momento giusto significa principalmente avere la certezza che qualcosa c’è e non rischiare di farsela sfuggire.

abboccatore-giallo

Vengo subito al dunque. Personalmente conosco quattro modi per capire se il pesce ha gustato o sta gustando l’esca che gli ho preparato. Il primo e più semplice è quello di fissare con lo sguardo il cimino fino a che qualcosa non lo fa muovere dopodiché si ferra.

Tra i tanti modo questo è quello che preferisco di meno, dopo poco infatti il collo fa male, ci si stanca e ci si stufa prima, di notte inoltre anche con cimini di colori molto accesi e brillanti è difficile vedere le piccole toccate.

Molti, soprattutto molti garisti, usano mettere delle striscioline catarifrangenti sui supporti degli anelli nelle telescopiche e, su tutta la canna, specialmente sulle parte alta, su quelle a “pezzi”. Anche in questo modo si vede un po meglio la notte ma il problema di stare continuamente con la testa in alto non cambia.

Il secondo modo è quello del porta starlight montato sul cimino. Molto utilizzato ha l’incoveniente, come il primo metodo, di dover stare sempre con gli occhi fissi sulla punta della canna. Spesso, soprattutto se non si è molto pratici nel lancio, è facile che nel momento del lancio, quando si poggia il piombo sulla sabbia e il filo non è più in tensione, succede che il filo, piegandosi, si vada ad incastrare sul porta starlight perdendo tutta la lenza e rischiando anche di rompere il cimino.

Personalmente lo trovo utile solo nel caso di una battuta di pesca veloce e quando si va a pescare in qui luoghi un po’ difficile da raggiungere, dove il peso dell’attrezzatura diventa un problema. Terzo modo è quello che comunemente viene chiamato l’ “ascensore”. Consiste in un peso che attaccato al filo lo tiene in tensione, non appena qualcosa modifica la tensione del filo il peso si sposta dalla posizione in cui l’abbiamo messo.

In commercio si trovano vari modelli ma credo che un sistema cosi semplice sia più giusto costruircelo da noi che andarlo comprare, vi spiego come io ho risolto. Partiamo dal peso: a seconda del mare utilizzo grammature che vanno dai 25 ai 75 grammi (maggiore è la turbolenza del mare maggiore sarà la grammatura), il piombo può essere di qualsiasi tipo non è importante. Una moschettone che collegherà il piombo al filo.

Quest’ultimo non ha importanza di quale sia il suo diametro. Aprendo la bustina degli starlight troverete che oltre a questi o a questo c’è sempre un tubicino di plastica morbida trasparente. A questo tubicino faccio passare il filo dentro e dall’altro capo di questo monto un amo dopo avergli levato la punta ovviamente. In ordine quindi dovreste avere: Piombo-moschettone-filo (con il tubicino)-amo.

Il tubicino servirà di notte per portare lo starlight. Dopo aver lanciato e messo in tensione filo aprite leggermente la frizione e tramite l’amo agganciate tutto il sistema al filo che scorre tra l’ultimo e il penultimo anello rimettendolo in tensione. Un buon modo di capire se il piombo si è spostato dalla posizione in cui l’abbiamo messo, e quindi capire che c’è stata un’abboccata, è quella di posizionarlo a pelo della sabbia, ogni minima toccata allontanerà il piombo dalla sabbia o la farà poggiare su questa. L’ultimo metodo, quello che uso io, è quello anche chiamato della “scimmietta”.

Tecnicamente è il più complicato da spiegare ma sicuramente è il comodo da usare. Può essere usato sia sui classici picchetti che sui tripodi. Consiste in una bacchetta (per canna ovviamente) di alluminio con un peso che scorre su questa collegata al tripode o al picchetto da una estremità e un gancino al “L” (tipo quello per appendere i quadri) montato rovesciato dall’altro. Concettualmente il suo funzionamento è molto simile al precedente. Si prende il filo tra l’ultimo e il penultimo anello, dopo il lancio, lo si mette in tensione posizionandolo sulla “L”.

La bacchetta, regolando la tensione, la si mette in modo tale che la L stessa tenga in tensione mediante il piombo scorrevole il filo (generalemente in posizione verticale gia basta a non far sganciare il tutto). Una trazione del filo o un allentamento di questo (cioè la bacchetta si alza sganciando il filo o si abbassa) indica che un pesce ha abboccato, se la bacchetta si alza e si sgancia vuol dire che il pesce va verso il mare aperto (come fanno spesso le orate) oppure se la bacchetta si abbassa, il pesce viene verso riva (come fa spesso la marmora).

Nel caso in cui la bacchetta non si sganciasse in caso di abboccata (per esempio se il pesce è piccolo e viene verso di noi) la possiamo sganciare noi stessi e ferrare. Il peso scorrevole sulla bacchetta serve per aumentare o meno la sensibilità dell’avvisatore, più lo posizioniamo all’estremita cioè vicino la L minore sarà la sensibilità e viceversa. Per chi pesca di notte, sulla estremità della bacchetta, dalla parte della L per intenderci, può essere montato uno starlight oppure come faccio io montare un Led facendo passare il filo elettrico dentro la bacchetta (i migliori sono quelli ad alta intensità luminosa, costa un po di più dei classici ma illuminano anche molto di più) con un piccolo circuito con massimo due pile stile da 1.5 volts.

In commercio si possono inoltre trovare gli avvisatori elettronici (molto utilizzati nel carpfishing), funzionano con lo stesso meccanismo ma sono molto più costosi.


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