Lecce (Salento) – Si delinea dopo l’incontro della maggioranza di centrosinistra alla Regione la mappa dei tagli per rispettare patto di stabilità e nuovi orientamenti. Chiuderanno i piccoli ospedali come Maglie, Campi, Poggiardo e Gagliano. Scendere da 2mila e 700 a 2mila e 400 posti-letto e chiudere gli ospedali con meno di 70 posti-letto che nel Salento sono 4: Gagliano, Poggiardo, Maglie e Campi Salentina.
(Franco Antonacci) – Sono le conseguenze dell’esito della riunione della maggioranza di giovedì alla Regione tra il presidente della giunta, Nichi Vendola, l’assessore alla Sanità, Tommaso Fiore, e i consiglieri di Pd, Italia dei Valori, Sel e Puglia per Vendola. Riunione preceduta la settimana scorsa da un incontro tecnico tra l’assessore Fiore e i direttori generali delle Aziende Usl e ospedaliere pugliesi. In quella sede è stato detto ciò che poi è stato ribadito politicamente l’altro giorno ai consiglieri regionali. E cioé che il piano di rientro della sanità in Puglia sarà doloroso perché bisognerà scendere da 3,5 posti-letto ogni mille abitanti a 3, come impone lo standard nazionale. Anzi, in qualche Regione nel frattempo il rapporto è sceso anche a 2,8 posti-letto. Entro il 31 dicembre 2012, dunque, dovranno sparire complessivamente in Puglia 2mila e 200 postiletto. 1400 nella prima fase e 800 nella seconda. Perché improvvisamente tutto ciò quando da tempo le Aziende Usl hanno elaborato e presentato alla giunta regionale i famosi Pal (Piani di Attuazione Locale) a seguito del nuovo Piano sanitario varato nel 2008 e mai approvati? L’assessore Fiore ha gettato ogni responsabilità dei tagli sul Patto di stabilità che la Regione ha sforato l’anno scorso e che ora, per rispettare nel 2010, pena la riduzione dei trasferimenti statali, ha dovuto rinunciare a una serie di spese peraltro già programmate in svariati settori. Patto di stabilità che strangola, dunque la Regione a cui sta per aggiungersi la manovra anticrisi che il governo nazionale sta per far varare in Parlamento e che toglie da 300 a 600 milioni di euro nel 2011 mentre la giunta deve fare anche i conti con lo sforamento della spesa sanitaria del 2009.
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