Storia e Cultura del Salento

(In fondo alla pagina troverete le foto di alcuni reperti storici)

Stabilire date storiche anche approssimate circa la presenza dell’uomo sulla Penisola, è cosa assai difficile considerato che le testimonianze in nostro possesso si perdono nell’oscurità della preistoria, resa impenetrabile dall’assoluta mancanza di fonti scritte.

Nel 1970 un gruppo di speleologi salentini scopriva nei pressi di Otranto la ” Grotta dei Cervi “, testimonianza d’arte pittorica parietale postpaleolitica tra le più importanti rinvenute in Europa. L’evento fece il giro del mondo suscitando un grande scalpore negli ambienti della ricerca. Tutto ciò attestava che una grotta di origine carsica, ubicata lungo le coste salentine, aveva ospitato l’uomo preistorico.

La Penisola Salentina, al centro del Mar Mediterraneo, terra di interesse strategico per eccellenza, divenne presto un vero e proprio crogiòlo di razze diverse, tribù, clan, interessi e scambi commerciali ed accordi logistici. Uomini di varie stirpi erano accomunati da una sola cosa: il Mediterraneo . Fu così che il Salento divenne scalo frequentatissimo e nel tempo ebbe la funzione di catalizzare culture diverse quali quella occidentale e quella orientale.

I Fenici , esperti navigatori e commercianti abilissimi, già nel 1600 a.C. detenevano il primato nella navigazione nel Mediterraneo. Lungo le rotte, scelte attentamente studiando le maree e gli astri, individuavano approdi sicuri che in seguito attrezzavano e poi asservivano. Li usavano per il riparo ed il rimessaggio delle navi ma essi avevano anche la funzione di centri di stoccaggio delle merci e di veri e propri empori. Probabilmente anche nel Salento individuarono centri logistici di rilevante importanza infatti, alcuni studiosi tra cui Giacomo Arditi danno per accreditata l’ipotesi che S. Maria di Leuca sia stata fondata dai Fenici.

In altri termini questo territorio era intensamente abitato già molto prima della colonizzazione greca e la popolazione indigena, i Messapi , dimostrarono di avere una loro individualità culturale anche se in stretto rapporto con la civiltà greca.

La storia dei tempi vuole che Idomenéo, sovrano greco, scacciato dai suoi stessi sudditi dopo la guerra di Troia, sarebbe approdato, dall’isola di Creta, sulle rive della penisola salentina, e, dopo aver combattuto vittoriosamente contro la popolazione del luogo, avrebbe sposato una figlia di Malennio, uno dei re salentini fondatore della città di Lecce, e in seguito avrebbe fondato altre città.

Per la posizione geografica della penisola salentina essa è certamente vero ponte gettato verso l’Oriente , molte le popolazioni si avvicendarono sul territorio fin dalle epoche più antiche: Messapi, Japigi, Greci e Apuli, oltre i già citati Salentini, ancor prima della conquista romana.

Verso la metà del III secolo a.C. la Puglia meridionale è completamente romanizzata . Fu, quella romana, una colonizzazione importante perché attraverso l’esecuzione di infrastrutture, di opere pubbliche, e attraverso la centuriazione del territorio si compì una radicale trasformazione del paesaggio e una completa ristrutturazione dei centri abitati.

Sul piano linguistico il messapico ed il greco furono sostituiti definitivamente dal latino come lingua comune.

Collegata direttamente con Brindisi, Lecce, l’antica Lupiae , divenne il centro più importante del basso Salento: testimonianza più importante è l’anfiteatro. Altri importanti centri romani furono Otranto, Castro, Ugento, Gallipoli e Nardò.

Con l’avvento di Gesù di Nazaret si diffuse il Cristianesimo e anche questa volta il Salento costituì un punto di passaggio obbligato: dal Salento il cristianesimo risalì verso il nord della Penisola e non fu da meno in fatto di persecuzioni. Ma alla fine la nuova Fede trionfò.

La legenda parla di S. Pietro e San Paolo sbarcati sulle coste salentine, e precisamente a Leuca, all’inizio della loro opera di conversione delle terre italiche. Il culto di San Pietro e di San Paolo è, ad ogni modo, attestato ed ancor vivo rimane in tutto il Salento.

Con l’avvento del Cristianesimo si edificarono un gran numero di templi per il culto, ma dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.c.) il Salento divenne preda delle invasioni barbariche . Nel VI secolo la terra salentina fu conquistata dagli Ostrogoti; nei secoli successivi dovette soffrire per i saccheggi e le dominazioni di altri popoli invasori: Longobardi, Saraceni, Ungari e Slavi. Per molto tempo la “Terra d’Otranto” rimase sotto i Bizantini , che, in nome dell’Impero d’Oriente, diffusero nel Salento lingua e cultura, religione e riti greco-orientali.

Le lotte per il predominio sul territorio furono frequenti e le popolazioni salentine attraversarono un lungo periodo di sofferenze: si combatterono lotte sulle coste contro i corsari saraceni e per terra contro le soldataglie dei Longobardi. Gli amministratori bizantini sfruttarono al massimo le popolazioni soggette ed anche il territorio salentino non sfuggì a quest’onta.

Per due secoli l’impero d’Oriente dominò queste terre creando numerose comunità orientali. Si diffusero i monaci Benedettini con i loro monasteri ed i Basiliani con le grotte scavate nella roccia e poi affrescate.

Nel 1071, a conclusione di un’epoca di lotte, i Normanni uscirono vittoriosi sui Bizantini che furono scacciati per sempre e fu così inaugurato un nuovo capitolo di storia che vide rinascere l’arte e le lettere e favorite tutte le forme culturali: latina, greca, araba.

I Normanni furono vassalli della Chiesa Romana e costruirono abbazie, conventi, basiliche, cattedrali e non soffocarono chi era rimasto legato al rito greco: infatti, con una accorta politica seppero evitare lo scatenarsi degli odi tra i Latini, che sostenevano il rito cattolico ed i Greci che appoggiavano quello ortodosso.

Ai Normanni successero gli Svevi che amarono queste terre favorendo la pace interna e lo sviluppo culturale ed artistico fino al 1266 quando furono sconfitti dagli Angioini che caratterizzarono poi un periodo di lotte con gli Aragonesi per il dominio su queste terre. Intanto i comuni si impoverirono e dovettero subire le scorrerie dei Turchi che arrivarono a sottomettere Otranto nel 1480 per un breve periodo.

Poi la Puglia passò sotto il dominio degli Spagnoli che se la contesero con i Francesi. Nel 1529 si affermò il dominio Spagnolo che la fortificò contro le scorrerie Turche, costruendo torri di avvistamento lungo i litorali, castelli, porti fortificati ed armati. L’oppressione delle tasse portò alla povertà queste genti normalmente dedite all’agricoltura, alla pastorizia ed alla pesca; da ciò scaturirono le prime insurrezioni quando anche a Napoli nel 1647 scoppiarono le rivolte. Si diffuse il brigantaggio, la peste seminò la morte in ogni luogo. Questo periodo di dominazione spagnolo ebbe valenza nell’arte perché seppe diffondere il barocco nel Salento e in special modo nel leccese e fece nascere accademie culturali.

Nel ‘700 la Puglia fu occupata dagli Austriaci, ma nel 1738 ritornò ai Borboni che con Carlo di Borbone prima e Ferdinando IV poi, la fecero rifiorire grazie a delle attente riforme.

Supersano - Cripta della B.V. Coelimanna

Minervino - Dolmen

Pitture parietali rosse raffiguranti uomini e capridi.

Grotta dei Cervi Pitture parietali con figure stilizzate raffiguranti uomini a caccia di cervi.

Melendugno -Resti delle mura messapiche di Roca

I Normanni

 

Lecce - Basilica di S. Croce

Ugento - Zeus (V sec. a.C.)